La Regione si batta per risorse a favore della montagna
16 febbraio 2011 | Di: Maurizio Isma
“Prima il veneto” recitavano gli i cartelloni durante la campagna elettorale per le scorse regionali, e dopo aver negato un assessorato ad un bellunese, la promessa di occuparsi in prima persona della provincia di Belluno e dell’intera montagna veneta, lo statuto entro la fine del 2010 con la specificità della montagna veneta, per sbandierare poi il federalismo come cura di ogni male del nostro territorio, senza però dire che non toccherà quello che vuole portare avanti la Lega non intacca i privilegi dei vicini autonomi e l’unica certezza sarebbe l’aumento delle tasse.
Prima il Veneto, ma quando ci sono da discutere i tagli alle regioni il nostro Presidente diserta i tavoli, facendo così che in due anni alla nostra regione vengano meno circa 800 milioni di Euro a beneficio di Roma Capitale, o come piace chiamarla ai leghisti “Roma Ladrona”, ma non manca quando c’è da mangiare, con i colleghi Ministri della Repubblica con immancabile fazzolettino verde, polenta e pajata.
Di questi giorni l’ennesimo schiaffo alla montagna veneta, che già soffre la concorrenza dei vicini a statuto autonomo, con la ripartizione dei fondi per i comuni montani che assegna al nostro territorio solo il 2,66% dei circa 16 milioni e mezzo di euro disponibili, insomma, solo le briciole mentre la fetta più cospicua della torta è andata a Campania e Calbria rispettivamente con 28,97% e 17,51%, territori che hanno avuto già molti contributi i passato e la cui montagna non è paragonabile a quella alpina.
Qualcuno, come il Presidente della Provincia di Belluno Bottacin si chiede come mai ci siano tutte queste proteste in quanto è noto che l’assegnazione avviene “sulla base della cosiddetta “spesa storica”, un meccanismo arrugginito che da tempo deve essere scardinato” oppure qualcuno che cerca di giustificarsi col fatto che il Veneto è una delle regioni con la più alta percentuale di territorio pianeggiante, dimenticando anche se vi abita magari, che c’è una provincia interamente montuosa.
Si tratta solamente di scuse che a mio parere visto che la Lega è al vertice a Belluno, Venezia e Roma e che se veramente avesse a cuore più il territorio delle poltrone spenderebbe le proprie energie modificando questi meccanismi arrugginiti invece di abrogare per errore leggi del 1866 oppure rischiare di farlo come accaduto per quella sulle frodi alimentari.
Qualcuno sicuramente leggendo queste righe penserà: “è colpa dell’UDC che non ha fatto passare il federalismo fiscale” ed a queste persone dico sinceramente che l’UDC con il suo 4-5% di voti conta ben poco nei palazzi del potere, ora ad aver in mano le redini del Paese sono PDL e Lega e non possono sempre dare la colpa agli altri per i loro errori e le loro negligenze.
Mi piacerebbe nei prossimi giorni sentire qualche leghista alzare la voce, magari a Roma o ad Arcore, vera anima politica del governo, in difesa del proprio territorio invece di piangersi addosso ed addossare le colpe al sistema ereditato da chissà quale governo comunista. Non ci si può scandalizzare se alcuni comuni od un’intera provincia vogliono lasciare il Veneto per andare col Trentino Alto Adige o col Friuli se ci si ricorda di loro solo nei due mesi di campagna elettorale mentre dall’altra parte, in concomitanza con il voto di fiducia riescono a far sbloccare 750 milioni euro e la gestione del Parco dello Stelvio.
É ora che gli amministratori locali, di tutti gli schieramenti, di questi territori montani facciano sentire la loro voce, unendo le forze con quelli lombardi e piemontesi che certamente non se la passano meglio e chiedere un vero federalismo, per non far morire il nostro territorio.
In: Economia, Politica, Turismo
