Per Zaia il Veneto è una Nazione, per me sono mille nazioni, sotto ad un’unica bandiera tricolore.
14 agosto 2010 | Di: Maurizio Isma
Il Governatore Veneto Luca Zaia non più di un paio di giorni fa ha dichiarato che il Veneto è una Nazione, come lo è la Catalunya, sostenendo che i veneti sono stati italianizzati da Roma e che quest’ultima ha molta meno storia di Venezia.
Ad appoggiare l’ex Ministro dell’agricoltura è arrivato anche il Senatùr aggiungendo che i veneti non sono ancora stati italianizzati in quanto nelle famiglie si parla il dialetto e non l’italiano.
Non sono mancate le repliche a queste affermazioni, tra le quali anche quella del vice-governatore della Catalunya Josep- Lluis Carod-Rovira, che in un’intervista al Corriere del Veneto (in un italiano quasi perfetto!) fa notare ai lettori ed al Governatore che tra la regione spagnola che rappresenta e quella italiana le differenze non mancano, anzi, sono molto profonde, sia nella storia che nel modo di essere governata.
In Catalunya si accetta una società multirazziale, non chiudendo le porte agli stranieri, come invece vorrebbe fare Zaia, ma si da priorità all’ identità nazionale che sta nella storia, nella cultura, nella lingua e nella struttura economica e soprattutto c’è la volontà democratica di un progetto di vita in comune nella legalità. Essere catalano non è altro che una volontà, mentre invece si vuol far passare l’essere veneto come un privilegio, un dono.
Giustamente la propria cultura va preservata, ne andrebbe l’annientamento delle tradizioni e del popolo stesso, ma ciò non deve creare una chiusura verso l’esterno in quanto, paradossalmente porterebbe alle stesse conseguenze.
Mentre nella regione spagnola si è approvata una legge “dell’accoglienza” in Italia si rispediscono al mittente gli immigrati, indipendentemente dalle loro storie, dalla loro provenienza e della sorte. In una nazione, in una regione dove gli immigrati sono indispensabili per molti settori, si pensi alle badanti, ai muratori, ai braccianti agricoli, ecc. non bisogna cercare di respingere gli immigrati ma favorirne la completa integrazione.
C’è poi da dire come in Veneto non ci sia una lingua ufficiale come è per il catalano, nel nostro territorio si parlano decine di dialetti alcuni profondamente diversi fra loro, basti pensare al Ladino oppure al dialetto delle zone di Lamon, solo per citarne un paio delle mie zone. Immagino già le espressioni dei vecchietti di alcuni paesini di montagna, quando gli verrà comunicato che alle poste per ritirare la pensione dovranno parlare all’impiegato in veneziano e non in italiano o nel loro dialetto.
Quello che propone Zaia più che un riconoscimento dello Stato Veneto sembra più il voler imporre un suo modo di pensare anche a chi finora si è sempre sentito italiano, senza però dimenticare di essere veneto e padovano, rodigino, trevigiano, veronese, vicentino, veneziano o bellunese.

1 Response to Per Zaia il Veneto è una Nazione, per me sono mille nazioni, sotto ad un’unica bandiera tricolore.
Daniele Rech
14 agosto 2010 alle 21:14
Le affermazioni del Governatore Zaia e del ministro Bossi rivelano l’ignoranza storica, linguistica e culturale degli stessi (analoghi tentativi di mistificazione storica sono stati fatti dai leghisti per la Scozia). Se questi signori sono arrivati nei posti che occupano, eletti da cittadini italiani, scusate, padani, poveri noi! Altro che progresso, altro che Unione Europea!